L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri.

PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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La prima componente che vede alterare la propria normale struttura è il disco intervertebrale sorta di cuscinetto ammortizzatore interposto tra due vertebre. Esso inoltre garantisce stabilità meccanica. La sua degenerazione è progressiva e porta alla successiva alterazione strutturale di tutte le altre componenti fino alla spondilolistesi, alla scoliosi, alla cifo scoliosi con o senza stenosi. Il paziente che soffre cronicamente per lombalgia ed eventualmente dolore alle radici nervose delle gambe in conseguenza di quella che noi chiamiamo discopatia degenerativa (appunto l'usura del cuscinetto) ha indicazione chirurgica che consiste nello stabilizzare con delle protesi le vertebre tra le quali è interposto il disco degenerato. In pratica si costruisce una impalcatura meccanica con viti e barre tale da annullare quelle sollecitazioni di carico che sono la causa del dolore sul disco ammalato; si vuole inoltre ripristinare la stabilità meccanica perduta. Nel disco o nei dischi severamente degenerati il sistema di stabilizzazione è e deve essere rigido connettendo le viti che vengono infisse nei corpi vertebrali con delle barre rigide. Quando il disco non è ancora degenerato in misura grave lo si può stabilizzare con barre cosiddette dinamiche che non bloccano in modo totale ma solo parziale quel segmento vertebrale patologico potendosi avere dei vantaggi. Infatti stabilizzare in misura parziale (il che si può fare però solo nei casi suddetti) riduce le possibili sollecitazioni sui segmenti viciniori determinate dal sistema rigido, anche se i moderni bio-materiali sono dotati di minore rigidezza. 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È di fondamentale importanza fare un inquadramento il più possibile dettagliato da un punto di vista diagnostico per affrontare la strategia più adeguata. Con le moderne tecniche oggi più che in passato ci si avvale dell’approccio posteriore alla colonna vertebrale potendo eseguire osteotomie secondo diverse tecniche. Introdurre protesi tra i corpi vertebrali e ottenere ottime correzioni della deformità con sistemi molto avanzati di fissaggio sulle vertebre. Si possono inoltre inserire protesi di notevoli dimensioni tra le vertebre associando approcci laterali mininvasivi. Il chirurgo si avvale della conoscenza di molti parametri cosiddetti spino pelvici la cui armonia garantisce il benessere della colonna vertebrale e la cui alterazione ne costituisce il motivo della sofferenza del paziente. Conoscere l’entità della loro variazione permette di studiare la strategia di ripristino dei corretti parametri per poter liberare il paziente dal dolore. 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Club di Chirurgia Vertebrale

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L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

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PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 8 [max_num_pages] => 1 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => 1 [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => dcf73891e331f7cba3b454baf98d33b1 [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) ) -->

Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017

A novembre 2017 si è tenuta a Cagliari, la 2a Edizione del Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale. Un meeting in formato “Case Discussion” con profitti molto interessanti. Mettendo a confronto le esperienze di chirurghi più esperti con quelle di colleghi più giovani, e discutendo insieme delle complicazioni affrontate, si sono potute condividere situazioni abbastanza… Mostra articolo

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L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

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Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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È di fondamentale importanza fare un inquadramento il più possibile dettagliato da un punto di vista diagnostico per affrontare la strategia più adeguata. Con le moderne tecniche oggi più che in passato ci si avvale dell’approccio posteriore alla colonna vertebrale potendo eseguire osteotomie secondo diverse tecniche. Introdurre protesi tra i corpi vertebrali e ottenere ottime correzioni della deformità con sistemi molto avanzati di fissaggio sulle vertebre. Si possono inoltre inserire protesi di notevoli dimensioni tra le vertebre associando approcci laterali mininvasivi. Il chirurgo si avvale della conoscenza di molti parametri cosiddetti spino pelvici la cui armonia garantisce il benessere della colonna vertebrale e la cui alterazione ne costituisce il motivo della sofferenza del paziente. Conoscere l’entità della loro variazione permette di studiare la strategia di ripristino dei corretti parametri per poter liberare il paziente dal dolore. Ci si può avvalere inoltre di moderne classificazioni che dovrebbero guidare il chirurgo verso la migliore strategia. Tutto ciò consente in epoca moderna di restituire in grande percentuale ai nostri pazienti una normale o migliore qualità di vita. [post_title] => La chirurgia della scoliosi dell'adulto [post_excerpt] => La chirurgia della scoliosi dell'adulto e dell'adulto anziano è complessa ... 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La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. 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Scoliosi nell’adolescente

La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di… Mostra articolo

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L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri.

PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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Nel disco o nei dischi severamente degenerati il sistema di stabilizzazione è e deve essere rigido connettendo le viti che vengono infisse nei corpi vertebrali con delle barre rigide. Quando il disco non è ancora degenerato in misura grave lo si può stabilizzare con barre cosiddette dinamiche che non bloccano in modo totale ma solo parziale quel segmento vertebrale patologico potendosi avere dei vantaggi. Infatti stabilizzare in misura parziale (il che si può fare però solo nei casi suddetti) riduce le possibili sollecitazioni sui segmenti viciniori determinate dal sistema rigido, anche se i moderni bio-materiali sono dotati di minore rigidezza. Nei casi poi in cui ad uno o più dischi gravemente degenerati e che devono essere stabilizzati con barre rigide, si associa la presenza di sopra di un disco degenerato in misura modesta, lo si può proteggere con una barra in quel tratto dinamica e che nel suo complesso si chiama barra ibrida (rigida nel tratto inferiore e flessibile in quello superiore). In pratica si vuole in questo modo proteggere il livello sovrastante il tratto gravemente degenerato e che viene stabilizzato con barre rigide. Il tratto superiore infatti sarà protetto con il tratto flessibile della barra. Se non utilizzassimo questa tecnica potremo esporre quel disco già degenerato ad una progressiva degenerazione per le maggiori sollecitazioni meccaniche che la presenza della barra sottostante può creare e che mentre non alterano sostanzialmente un disco sano disturbano un disco già degenerato. 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Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri.

PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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Imparare il mestiere – Grandi Maestri

Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri. PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente… Mostra articolo

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L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

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Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

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La prima componente che vede alterare la propria normale struttura è il disco intervertebrale sorta di cuscinetto ammortizzatore interposto tra due vertebre. Esso inoltre garantisce stabilità meccanica. La sua degenerazione è progressiva e porta alla successiva alterazione strutturale di tutte le altre componenti fino alla spondilolistesi, alla scoliosi, alla cifo scoliosi con o senza stenosi. Il paziente che soffre cronicamente per lombalgia ed eventualmente dolore alle radici nervose delle gambe in conseguenza di quella che noi chiamiamo discopatia degenerativa (appunto l'usura del cuscinetto) ha indicazione chirurgica che consiste nello stabilizzare con delle protesi le vertebre tra le quali è interposto il disco degenerato. In pratica si costruisce una impalcatura meccanica con viti e barre tale da annullare quelle sollecitazioni di carico che sono la causa del dolore sul disco ammalato; si vuole inoltre ripristinare la stabilità meccanica perduta. Nel disco o nei dischi severamente degenerati il sistema di stabilizzazione è e deve essere rigido connettendo le viti che vengono infisse nei corpi vertebrali con delle barre rigide. Quando il disco non è ancora degenerato in misura grave lo si può stabilizzare con barre cosiddette dinamiche che non bloccano in modo totale ma solo parziale quel segmento vertebrale patologico potendosi avere dei vantaggi. Infatti stabilizzare in misura parziale (il che si può fare però solo nei casi suddetti) riduce le possibili sollecitazioni sui segmenti viciniori determinate dal sistema rigido, anche se i moderni bio-materiali sono dotati di minore rigidezza. Nei casi poi in cui ad uno o più dischi gravemente degenerati e che devono essere stabilizzati con barre rigide, si associa la presenza di sopra di un disco degenerato in misura modesta, lo si può proteggere con una barra in quel tratto dinamica e che nel suo complesso si chiama barra ibrida (rigida nel tratto inferiore e flessibile in quello superiore). In pratica si vuole in questo modo proteggere il livello sovrastante il tratto gravemente degenerato e che viene stabilizzato con barre rigide. Il tratto superiore infatti sarà protetto con il tratto flessibile della barra. Se non utilizzassimo questa tecnica potremo esporre quel disco già degenerato ad una progressiva degenerazione per le maggiori sollecitazioni meccaniche che la presenza della barra sottostante può creare e che mentre non alterano sostanzialmente un disco sano disturbano un disco già degenerato. 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Intervista per il “Corriere della Sera”

Intervista per il Corriere della Sera “Impariamo le posture Corrette”  

Continua

L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri.

PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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È di fondamentale importanza fare un inquadramento il più possibile dettagliato da un punto di vista diagnostico per affrontare la strategia più adeguata. Con le moderne tecniche oggi più che in passato ci si avvale dell’approccio posteriore alla colonna vertebrale potendo eseguire osteotomie secondo diverse tecniche. Introdurre protesi tra i corpi vertebrali e ottenere ottime correzioni della deformità con sistemi molto avanzati di fissaggio sulle vertebre. Si possono inoltre inserire protesi di notevoli dimensioni tra le vertebre associando approcci laterali mininvasivi. Il chirurgo si avvale della conoscenza di molti parametri cosiddetti spino pelvici la cui armonia garantisce il benessere della colonna vertebrale e la cui alterazione ne costituisce il motivo della sofferenza del paziente. Conoscere l’entità della loro variazione permette di studiare la strategia di ripristino dei corretti parametri per poter liberare il paziente dal dolore. 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Patologie degenerative della colonna vertebrale

Le più comuni patologie della colonna vertebrale sono quelle degenerative…

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L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri.

PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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È di fondamentale importanza fare un inquadramento il più possibile dettagliato da un punto di vista diagnostico per affrontare la strategia più adeguata. Con le moderne tecniche oggi più che in passato ci si avvale dell’approccio posteriore alla colonna vertebrale potendo eseguire osteotomie secondo diverse tecniche. Introdurre protesi tra i corpi vertebrali e ottenere ottime correzioni della deformità con sistemi molto avanzati di fissaggio sulle vertebre. Si possono inoltre inserire protesi di notevoli dimensioni tra le vertebre associando approcci laterali mininvasivi. Il chirurgo si avvale della conoscenza di molti parametri cosiddetti spino pelvici la cui armonia garantisce il benessere della colonna vertebrale e la cui alterazione ne costituisce il motivo della sofferenza del paziente. Conoscere l’entità della loro variazione permette di studiare la strategia di ripristino dei corretti parametri per poter liberare il paziente dal dolore. 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La chirurgia della scoliosi dell’adulto

La chirurgia della scoliosi dell’adulto e dell’adulto anziano è complessa …

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L'Associazione ha come obiettivo quello di promuovere lo studio e la promozione della salute, del benessere e del miglioramento della qualità della vita.

Il 3 febbraio 2021 è stata ufficialmente costituita l'Associazione denominata "Club di Chirurgia Vertebrale E.T.S.

Il Club di Chirurgia Vertebrale, ancor prima della costituzione dell'Associazione, ha fatto il suo esordio nel 2019 con un meeting scientifico svoltosi nella città di Cagliari, riunendo circa cinquanta specialisti, giovani e meno giovani, in ortopedia e neurochirurgia. Lo scopo del Club è quello di approfondire gli studi sulle malattie vertebrali e sulla Medicina, arricchendo le conoscenze attraverso il dialogo, i dubbi, le proprie conoscenze ed esperienze. E' stato istituito un premio per la migliore presentazione. Premio che deve essere impiegato per una partecipazione attiva ad uno stage, in un centro qualificato di Chirurgia Vertebrale. La seconda tappa scientifica si è svolta a Verona e ed il secondo giorno si è tenuto un cadaver lab all'ICLO di Verona.

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"Questo è un corso originale che si differenzia un po' dal congresso tradizionale perche i chirurgi giovani presentano casi complicati e si stimola la discussione intorno a questo: quella complicazione poteva essere evitata? in che modo? una volta che si crea, la possiamo affrontare? qual e il modo migliore per affrontarla? la complicanza è stata il frutto di una minore esperienza del chirurgo essendo giovane? il chirurgo più esperto avrebbe potuto evitarla?" (Prof. Pierpaolo Mura)   "L'obiettivo principale di questo evento è quello di valutare le complicazioni, ma siccome speso le complicazioni sono rare, avere l'opportunità di vedere gli errori degli altri è un arricchimento per il proprio lavoro." (Dott. Claudio Lamartina) Visto il successo delle prime due edizioni ci auguriamo in futuro di poter dar vita ad una 3a edizione. [post_title] => Meeting: Complicazioni e Soluzioni in Chirurgia Vertebrale 2017 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => meeting-complicazioni-e-soluzioni-in-chirurgia-vertebrale-2017 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-01 14:10:29 [post_modified_gmt] => 2018-01-01 14:10:29 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=372 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 362 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-10-17 21:25:59 [post_date_gmt] => 2017-10-17 21:25:59 [post_content] => La scoliosi è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. La colonna vertebrale normale vista di fronte o di spalle è dritta. Quando si osserva una curvatura si parla di scoliosi. Infatti skolios dal greco antico significa storto. La scoliosi quindi, è una malattia caratterizzata da una alterazione della struttura anatomica. Si tratta di una deformità tridimensionale. Infatti la curva sul piano frontale rappresenta una dimensione della malattia stessa. Vi è in conseguenza una variazione in più o in meno delle curve fisiologiche del profilo della colonna cioè su di un piano laterale (lordosi e cifosi). E questa è la seconda dimensione. La terza è su di un piano orizzontale dove le vertebre scoliotiche subiscono una vera e propria rotazione che determina il gibbo (la famosa "gobba "). E osservando i ragazzi scoliotici invitandoli a piegarsi in avanti si apprezza un rigonfiamento una rilevatezza di un emitorace o di un fianco. La scoliosi nel 85/90% dei casi è idiopatica vale a dire che non si conosce la causa esatta. Certamente esiste un fattore genetico multifattoriale ma a tutt'oggi non siamo in grado di fare una prevenzione primaria. Quindi la prevenzione secondaria corrisponde ad una diagnosi precoce. La scoliosi idiopatica la si osserva con maggiore frequenza in età puberale adolescenziale caratterizzata dalla crescita. Esiste una forma lieve che però può aggravare cioè evolvere con l'accrescimento. Poi una forma di grado medio ed una forma grave. Le scoliosi si osservano nell'ambito scolastico in percentuale del 2 o 4% mentre le forme gravi nel 3 per mille. Le forme lievi devono essere osservate periodicamente e se evolvono occorre trattarle e nel frattempo è opportuno il trattamento fisioterapico. Le forme medie devono essere trattate perché evolvono specie a seconda del tipo di curva e/o di curve. Il trattamento è ortopedico con l'uso dei busti e con la fisioterapia associata. Le forme gravi devono essere trattate chirurgicamente in quanto la scoliosi grave è una grave malattia con conseguenze molto severe anche su altri organi e apparati. Scoliosi-nell-adolescente [post_title] => Scoliosi nell'adolescente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scoliosi-nelladolescente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-17 21:37:56 [post_modified_gmt] => 2017-10-17 21:37:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://pierpaolomura.com/?p=362 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 327 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-08-20 18:46:23 [post_date_gmt] => 2017-08-20 18:46:23 [post_content] =>

Per imparare bene un mestiere bisogna avere ottimi maestri.

PierPaolo Mura è stato allievo di uno dei più grandi chirurghi vertebrali e della scoliosi che siano mai esistiti. Il Maestro era il Professor Romolo Savini, chirurgo di fama internazionale, uno dei soci fondatori della Società Nazionale di Chirurgia Vertebrale GIS (Gruppo Italiano Scoliosi), e primo Presidente della Società stessa, nata nel 1977.

Il Prof Savini dirigeva il Centro Scoliosi dell Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Era stato allievo del Prof Leonardo Gui, tra i grandi dell'Ortopedia Italiana, e che aveva lavorato con il Prof Oscar Scaglietti.

Il Prof Savini era un grande scienziato e aveva pubblicato tanti lavori scientifici tra i punti di riferimento della chirurgia vertebrale italiana e non solo, di quei tempi.

Era sposato con una sarda figlia di un Clinico medico di Bologna e aveva quindi una predilezione per i sardi. Aveva preso sotto la sua ala PierPaolo Mura allora giovane specializzando e negli anni gli aveva insegnato i segreti della materia, e nel 1987 lo aveva iscritto al GIS. L'incontro con il Prof Savini risale al 1986. 

Purtroppo il Maestro morì nel 1990 a soli 52 anni per un tumore cerebrale. Gli allievi più anziani del Prof Savini erano i Professori Patrizio Parisini i e Stefano Cervellati suoi aiuti al Centro Scoliosi.

Il percorso formativo di Pier Paolo Mura ha proseguito per qualche anno fino alla completa autonomizzazione avvenuta nel 1992 nella chirurgia della scoliosi (la chirurgia probabilmente la più complessa nell'ambito della chirurgia vertebrale), ad opera di Cervellati e Parisini in particolare sotto la guida di Stefano Cervellati altro grande Maestro della chirurgia delle scoliosi.

Qualcuno dice che una volta imparata la chirurgia della Scoliosi tutto il resto della chirurgia vertebrale può essere eseguito con maggiore disinvoltura e sicurezza.

Il corso di formazione era così durato sei anni facendo di Pier Paolo Mura un chirurgo capace. Poi ovviamente l'esperienza che si matura negli anni rende il medico il chirurgo sempre più sicuro e il continuo aggiornamento e quindi le conoscenze consentono un arricchimento costante con l obiettivo di offrire sempre il massimo al paziente.

Il percorso non finisce mai.

Con questo intento Mura ha frequentato vari importanti centri in Europa e si è recato decine di volte negli USA e continua a girare il globo. Negli ultimi anni contribuisce attivamente a diffondere le conoscenze maturate con la propria ricca esperienza confrontandola con gli altri chirurghi e svolge corsi di formazione in qualità di tutor.

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La prima componente che vede alterare la propria normale struttura è il disco intervertebrale sorta di cuscinetto ammortizzatore interposto tra due vertebre. Esso inoltre garantisce stabilità meccanica. La sua degenerazione è progressiva e porta alla successiva alterazione strutturale di tutte le altre componenti fino alla spondilolistesi, alla scoliosi, alla cifo scoliosi con o senza stenosi. Il paziente che soffre cronicamente per lombalgia ed eventualmente dolore alle radici nervose delle gambe in conseguenza di quella che noi chiamiamo discopatia degenerativa (appunto l'usura del cuscinetto) ha indicazione chirurgica che consiste nello stabilizzare con delle protesi le vertebre tra le quali è interposto il disco degenerato. In pratica si costruisce una impalcatura meccanica con viti e barre tale da annullare quelle sollecitazioni di carico che sono la causa del dolore sul disco ammalato; si vuole inoltre ripristinare la stabilità meccanica perduta. Nel disco o nei dischi severamente degenerati il sistema di stabilizzazione è e deve essere rigido connettendo le viti che vengono infisse nei corpi vertebrali con delle barre rigide. Quando il disco non è ancora degenerato in misura grave lo si può stabilizzare con barre cosiddette dinamiche che non bloccano in modo totale ma solo parziale quel segmento vertebrale patologico potendosi avere dei vantaggi. Infatti stabilizzare in misura parziale (il che si può fare però solo nei casi suddetti) riduce le possibili sollecitazioni sui segmenti viciniori determinate dal sistema rigido, anche se i moderni bio-materiali sono dotati di minore rigidezza. Nei casi poi in cui ad uno o più dischi gravemente degenerati e che devono essere stabilizzati con barre rigide, si associa la presenza di sopra di un disco degenerato in misura modesta, lo si può proteggere con una barra in quel tratto dinamica e che nel suo complesso si chiama barra ibrida (rigida nel tratto inferiore e flessibile in quello superiore). In pratica si vuole in questo modo proteggere il livello sovrastante il tratto gravemente degenerato e che viene stabilizzato con barre rigide. Il tratto superiore infatti sarà protetto con il tratto flessibile della barra. Se non utilizzassimo questa tecnica potremo esporre quel disco già degenerato ad una progressiva degenerazione per le maggiori sollecitazioni meccaniche che la presenza della barra sottostante può creare e che mentre non alterano sostanzialmente un disco sano disturbano un disco già degenerato. 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È di fondamentale importanza fare un inquadramento il più possibile dettagliato da un punto di vista diagnostico per affrontare la strategia più adeguata. Con le moderne tecniche oggi più che in passato ci si avvale dell’approccio posteriore alla colonna vertebrale potendo eseguire osteotomie secondo diverse tecniche. Introdurre protesi tra i corpi vertebrali e ottenere ottime correzioni della deformità con sistemi molto avanzati di fissaggio sulle vertebre. Si possono inoltre inserire protesi di notevoli dimensioni tra le vertebre associando approcci laterali mininvasivi. Il chirurgo si avvale della conoscenza di molti parametri cosiddetti spino pelvici la cui armonia garantisce il benessere della colonna vertebrale e la cui alterazione ne costituisce il motivo della sofferenza del paziente. Conoscere l’entità della loro variazione permette di studiare la strategia di ripristino dei corretti parametri per poter liberare il paziente dal dolore. 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La scoliosi degenerativa dell’adulto

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